Ci sono videogiochi che cercano di stupire con tecnologie sempre più avanzate e altri che riescono a conquistare recuperando ciò che rendeva speciale il passato. Windswept appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Il platform sviluppato da WeatherFell riporta alla memoria un’epoca in cui bastavano due personaggi carismatici, livelli ricchi di segreti e un sistema di movimento ben studiato per trascorrere interi pomeriggi davanti al televisore.
Chi è cresciuto con il Super Nintendo riconoscerà immediatamente qualcosa di familiare. Le influenze di Donkey Kong Country, Super Mario World e Yoshi’s Island emergono nell’esplorazione, nella costruzione dei livelli e nella soddisfazione di scoprire percorsi che inizialmente sembravano irraggiungibili. Windswept, però, non si limita a riproporre quelle formule: prova a reinterpretarle attraverso due protagonisti le cui abilità possono essere combinate in numerosi modi.
Dietro un’estetica colorata e apparentemente innocente si nasconde infatti un’avventura sorprendentemente impegnativa, capace di mettere alla prova anche chi conosce bene il genere. Un progetto indipendente che dimostra quanto spazio ci sia ancora per i platform bidimensionali costruiti attorno alla precisione, all’esplorazione e alla voglia di migliorarsi.
Marbles e Checkers: due piccoli protagonisti, una grande avventura
La premessa narrativa di Windswept è semplice e funziona proprio per questo. Marbles, un anatroccolo, e Checkers, una piccola tartaruga, si ritrovano lontani da casa a causa di una tempesta. I due devono affrontare un lungo viaggio attraverso ambientazioni sconosciute, ostacoli e creature di ogni genere, contando soprattutto sulle rispettive capacità.
Non bisogna aspettarsi una trama complessa, ricca di dialoghi o colpi di scena cinematografici. Windswept adotta l’approccio di molti platform classici, nei quali la storia rappresenta principalmente il punto di partenza per l’avventura. La caratterizzazione dei protagonisti viene affidata soprattutto alle animazioni, alle loro interazioni e al modo in cui si aiutano reciprocamente.
Ed è proprio questo rapporto a dare identità al gioco. Marbles e Checkers non sono semplicemente due personaggi selezionabili: sono due metà dello stesso sistema di gioco. La collaborazione diventa indispensabile per sfruttare tutte le possibilità offerte dai livelli, raggiungere piattaforme elevate e affrontare determinate situazioni.
La loro simpatia contribuisce inoltre a creare un interessante contrasto con la difficoltà dell’avventura. Nonostante l’aspetto tenero, Windswept non è un platform pensato per essere completato distrattamente. Procedendo, il gioco richiede sempre più attenzione, coordinazione e padronanza dei comandi.
Un gameplay che guarda a Donkey Kong Country, ma trova una propria identità

Il riferimento più evidente è indubbiamente Donkey Kong Country, la celebre serie nata su Super Nintendo nel 1994. Chi ricorda le avventure di Donkey Kong e Diddy Kong ritroverà in Windswept quella particolare sensazione di controllare una coppia di protagonisti che si completano a vicenda.
La differenza principale risiede nella profondità delle interazioni. Marbles può sfruttare le ali per rallentare la discesa e controllare meglio determinati salti, mentre Checkers dispone di tecniche più aggressive e movimenti capaci di favorire spostamenti rapidi e precisi.
La tartaruga, per esempio, può eseguire un attacco verso il basso e sfruttare uno scatto utile per attraversare determinate sezioni. Marbles può invece lanciare Checkers utilizzando il suo guscio, trasformando il compagno in un vero e proprio strumento per colpire nemici, interagire con l’ambiente o raggiungere nuove posizioni.
A questo si aggiungono le manovre di squadra. I due possono trasportarsi, lanciarsi e combinare movimenti per ottenere risultati che sarebbero impossibili individualmente. Cambiare il personaggio alla guida modifica concretamente le possibilità a disposizione, rendendo la scelta parte integrante dell’esplorazione.
Il sistema richiede pratica, soprattutto nelle fasi iniziali. Non basta conoscere i pulsanti: bisogna comprendere come le azioni si concatenano, quando conviene scambiare i protagonisti e quale tecnica utilizzare prima di affrontare un ostacolo.
Una volta assimilate queste possibilità, il gameplay acquista una profondità notevole. Un salto apparentemente impossibile può diventare raggiungibile grazie a una combinazione ben eseguita, mentre una sezione complessa può essere superata con maggiore fluidità imparando a sfruttare correttamente lo slancio.
È una filosofia che ricorda i migliori platform del passato: il miglioramento non dipende necessariamente dallo sblocco di nuove abilità, ma dalla crescente esperienza del giocatore.
Donkey Kong Country e Super Mario World: la nostalgia diventa level design
Parlare di Windswept senza soffermarsi sui suoi riferimenti storici sarebbe riduttivo. Il gioco recupera alcune delle intuizioni più riuscite dell’epoca a 16 bit, ma le utilizza come fondamenta per costruire una propria esperienza.
Da Donkey Kong Country riprende soprattutto l’importanza del ritmo, della collaborazione tra personaggi e degli oggetti nascosti. Nel classico di Rare, trovare tutte le lettere KONG o individuare le stanze bonus significava osservare attentamente ogni livello, sperimentando salti e percorsi alternativi. Windswept applica un principio simile, incoraggiando a esplorare anche quelle zone che sembrano secondarie.
C’è poi Super Mario World, uno dei titoli che hanno definito il concetto stesso di platform esplorativo. Il capolavoro Nintendo premiava la curiosità attraverso uscite segrete, percorsi alternativi e una mappa capace di nascondere molte più possibilità di quanto apparisse inizialmente.
Windswept recupera il piacere di questa scoperta. Non tutto viene spiegato immediatamente e non sempre la strada più evidente è quella che permette di ottenere ogni ricompensa. Alcuni segreti richiedono di osservare l’ambiente, interpretare piccoli indizi e utilizzare le abilità dei protagonisti in maniera creativa.
L’influenza di Yoshi’s Island risulta invece riconoscibile in alcune azioni, nelle interazioni con l’ambiente e nella sua particolare combinazione di leggerezza visiva e difficoltà crescente.
Non si tratta quindi di un gioco che si limita a imitare la grafica del passato per suscitare nostalgia. Windswept cerca di recuperare soprattutto il modo in cui quei titoli erano progettati: livelli da conoscere, ostacoli da interpretare e piccoli segreti capaci di trasformare una semplice partita in una lunga ricerca.
Ed è proprio questa attenzione al level design a rappresentare uno dei suoi meriti maggiori.
Oltre 40 livelli, collezionabili e segreti: un’avventura che invita a tornare indietro

Uno degli aspetti più interessanti di Windswept è la quantità di contenuti proposta. Il gioco comprende oltre 40 livelli, distribuiti attraverso ambientazioni differenti e caratterizzati da ostacoli, nemici, sfide bonus e oggetti nascosti.
La varietà non riguarda soltanto l’aspetto delle ambientazioni. Boschi, zone montuose, sezioni acquatiche e scenari più pericolosi introducono situazioni che modificano il ritmo della partita. Alcune aree invitano a procedere con attenzione, mentre altre richiedono sequenze rapide di movimenti e reazioni precise.
L’esplorazione viene incoraggiata dalla presenza di numerosi collezionabili. Tra questi troviamo le cinque lettere che compongono la parola COMET, un richiamo piuttosto evidente alle celebri lettere KONG di Donkey Kong Country.
Sono presenti inoltre stelle, cartucce nascoste, dischi musicali e ulteriori ricompense legate alle sfide secondarie. Non si tratta soltanto di oggetti da raccogliere lungo il percorso: alcuni richiedono di individuare zone segrete o risolvere piccole situazioni basate sull’utilizzo delle abilità dei protagonisti.
Le stanze bonus e le sezioni opzionali contribuiscono ad aumentare ulteriormente il valore dell’esplorazione. Raggiungere il traguardo di un livello può essere relativamente semplice rispetto alla difficoltà necessaria per completarlo raccogliendo ogni oggetto disponibile.
Questa distinzione rende Windswept interessante per due categorie di giocatori. Chi desidera vivere principalmente l’avventura può concentrarsi sul completamento dei livelli, mentre chi ama le sfide da completista trova motivazioni concrete per tornare nelle aree precedenti.
La longevità, quindi, non dipende unicamente dal numero di livelli, ma anche dal tempo che si decide di dedicare alla ricerca dei segreti e al perfezionamento delle proprie abilità.
Una difficoltà che non deve essere sottovalutata

L’aspetto più divisivo di Windswept è probabilmente la sua difficoltà. L’estetica vivace e i protagonisti dall’aspetto adorabile potrebbero far pensare a un’avventura particolarmente accessibile, ma il gioco si rivolge anche e soprattutto a chi apprezza i platform impegnativi.
Durante il percorso diventano fondamentali la precisione dei salti, la gestione dello slancio e l’esecuzione delle mosse combinate. Alcune sezioni richiedono un tempismo rigoroso e possono costringere a ripetere lo stesso passaggio diverse volte prima di riuscire a superarlo.
È una scelta progettuale che richiama direttamente la filosofia dei platform più esigenti degli anni Novanta. Sbagliare, riprovare e imparare a riconoscere il comportamento degli ostacoli fa parte dell’esperienza.
La curva di apprendimento, tuttavia, non è sempre perfettamente equilibrata. La quantità di tecniche disponibili può rendere inizialmente complessa la gestione dei due protagonisti, soprattutto quando bisogna concatenare più movimenti in rapida successione.
Anche la distribuzione dei checkpoint può risultare severa. Perdere un personaggio o sbagliare una manovra durante una sezione particolarmente impegnativa può obbligare a ripercorrere parte del livello, interrompendo momentaneamente il ritmo.
È proprio qui che emerge il principale limite dell’avventura: in alcuni momenti la difficoltà rischia di trasformarsi in frustrazione, soprattutto quando l’obiettivo non è semplicemente arrivare alla fine, ma recuperare ogni collezionabile.
Rimane comunque importante distinguere l’esperienza principale dalle sfide opzionali. Windswept permette di affrontare buona parte dell’avventura senza pretendere necessariamente il completamento assoluto, lasciando ai giocatori più esperti la possibilità di misurarsi con prove decisamente più severe.
Questa flessibilità non elimina ogni problema di bilanciamento, ma permette di apprezzare il gioco anche senza trasformare ogni livello in una corsa alla perfezione.
Pixel art, animazioni e ambientazioni: il fascino dei 16 bit rivisitato

Dal punto di vista artistico, Windswept possiede una personalità immediatamente riconoscibile. La scelta di utilizzare una pixel art colorata, pulita ed espressiva permette di recuperare l’atmosfera delle produzioni classiche senza rinunciare a una direzione visiva coerente.
Le ambientazioni alternano tonalità vivaci a scenari più cupi, accompagnando progressivamente il viaggio dei protagonisti. La varietà dei fondali, delle creature e degli ostacoli contribuisce a rendere riconoscibili le diverse zone, evitando che l’avventura si trasformi in una successione di livelli visivamente indistinguibili.
Particolarmente riuscita è la caratterizzazione di Marbles e Checkers. Le animazioni riescono a comunicare il carattere dei due protagonisti anche senza bisogno di dialoghi elaborati, rafforzando la componente simpatica e leggera del gioco.
Le influenze di Donkey Kong Country e Yoshi’s Island sono evidenti, ma sarebbe sbagliato considerare Windswept una semplice riproduzione dello stile grafico del Super Nintendo. WeatherFell punta su sprite e ambientazioni che richiamano quell’epoca attraverso scelte artistiche moderne, senza cercare necessariamente di replicarne ogni limite tecnico.
Il risultato è un mondo che appare familiare agli appassionati del retrogaming, ma conserva un’identità visiva autonoma.
Una colonna sonora che accompagna perfettamente l’avventura
Anche il comparto sonoro svolge un ruolo importante nel ricreare le sensazioni dei platform classici. Le musiche di Windswept accompagnano il viaggio con melodie vivaci, ritmi dinamici e composizioni che si adattano alle differenti ambientazioni.
La colonna sonora originale comprende contributi di Fatbard ed è stata pubblicata separatamente su Steam in una raccolta di 61 tracce, disponibili nei formati MP3 e FLAC.
Le composizioni spaziano tra temi dedicati alle ambientazioni, musiche dei singoli livelli, sfide bonus e momenti particolari dell’avventura. Questa varietà contribuisce a mantenere una precisa identità musicale anche quando il gameplay cambia ritmo.
Il riferimento ai grandi platform Nintendo non riguarda quindi soltanto l’aspetto visivo o le meccaniche. Anche la musica cerca di riproporre quella capacità di rendere immediatamente riconoscibile un’area attraverso poche note.
Durante i passaggi che richiedono numerosi tentativi, alcune melodie possono naturalmente diventare ripetitive. È tuttavia un limite relativamente contenuto all’interno di un comparto audio che rappresenta uno dei punti di forza dell’esperienza.
Da soli oppure in compagnia: la cooperativa valorizza i due protagonisti
Windswept può essere affrontato interamente in giocatore singolo, passando da Marbles a Checkers per sfruttarne le abilità. Esiste però anche una modalità cooperativa locale per due giocatori, che consente di condividere l’avventura.
È una caratteristica particolarmente adatta alla natura del gioco. La collaborazione non rappresenta soltanto una modalità aggiuntiva, ma permette di interpretare in maniera differente il rapporto tra i protagonisti, affidando il controllo dei due personaggi a giocatori distinti.
Su PC, Steam segnala inoltre il supporto a Remote Play Together, che consente di condividere a distanza un’esperienza cooperativa locale attraverso la piattaforma Valve.
Naturalmente, affrontare insieme sezioni che richiedono movimenti precisi significa anche coordinarsi. Nei passaggi più impegnativi, la collaborazione può trasformarsi in una sfida aggiuntiva, soprattutto quando entrambi devono comprendere il momento corretto per eseguire una manovra.
Resta comunque una possibilità molto apprezzabile, che richiama il piacere delle partite condivise sul divano, quando i videogiochi erano anche un’occasione per affrontare insieme livelli e ostacoli particolarmente ostici.
Un progetto indipendente nato dall’amore per i grandi platform
Dietro Windswept c’è anche una storia di passione per il genere. Il suo creatore, Jayce, sviluppatore australiano legato al progetto WeatherFell, ha raccontato in un’intervista a Game Dev Journey di aver voluto realizzare un platform ispirato soprattutto alla trilogia originale di Donkey Kong Country e a Yoshi’s Island.
L’autore ha spiegato di aver sentito la mancanza di un nuovo gioco capace di recuperare pienamente quelle sensazioni. Pur riconoscendo il valore di produzioni come Kaze and the Wild Masks e Yooka-Laylee and the Impossible Lair, ha deciso di sviluppare una propria interpretazione della formula.
Questa origine aiuta a comprendere meglio molte delle scelte presenti in Windswept. La presenza di due protagonisti complementari, l’abbondanza di segreti e la difficoltà impegnativa non sono elementi casuali, ma fanno parte di un progetto che cerca consapevolmente di riportare in primo piano una specifica tradizione del platform.
Il gioco è arrivato sul mercato l’11 novembre 2025, con pubblicazione su PC, Nintendo Switch, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One e Xbox Series X|S.
Su Steam viene distribuito da Top Hat Studios e Doyoyo Games ed è disponibile con interfaccia in italiano. Sono presenti inoltre gli achievement, il supporto ai controller e una versione dimostrativa che permette di avvicinarsi alle meccaniche prima dell’acquisto.
Windswept: pregi e difetti di un platform che merita attenzione
Windswept possiede numerose qualità che gli permettono di distinguersi tra le produzioni indipendenti ispirate al passato. Il sistema di movimento è articolato, i protagonisti si completano in maniera convincente e la struttura dei livelli valorizza continuamente l’esplorazione.
La presenza di oltre 40 livelli, collezionabili nascosti e sfide opzionali rende l’avventura interessante anche dopo aver raggiunto i primi traguardi. A questo si aggiungono una direzione artistica affascinante e una colonna sonora pienamente coerente con l’atmosfera ricercata.
Non mancano però gli aspetti migliorabili. La gestione delle abilità richiede un periodo di adattamento e alcuni passaggi possono risultare eccessivamente severi, soprattutto a causa di checkpoint poco generosi e situazioni che richiedono numerosi tentativi.
Chi cerca un platform rilassante potrebbe quindi non trovare ciò che desidera. Al contrario, gli appassionati della sfida, dell’esplorazione e dei videogiochi costruiti attorno alla padronanza dei comandi troveranno numerosi motivi per apprezzarlo.
Il verdetto
Windswept è una dichiarazione d’amore ai platform che hanno accompagnato un’intera generazione di videogiocatori. Non si limita a ricordare Donkey Kong Country e Super Mario World attraverso un’estetica nostalgica, ma prova a recuperare ciò che rendeva quei titoli così coinvolgenti: il piacere della scoperta, la precisione dei movimenti e la soddisfazione di superare un ostacolo grazie alle proprie capacità.
WeatherFell ha costruito un’avventura ricca di contenuti, sorretta da un sistema di gioco più profondo di quanto il suo aspetto lasci inizialmente immaginare. Marbles e Checkers riescono a ritagliarsi uno spazio tutto loro, offrendo una dinamica di collaborazione che rappresenta il cuore dell’intera esperienza.
Qualche difficoltà eccessiva e una curva di apprendimento non sempre graduale impediscono di parlare di un’opera priva di difetti. Tuttavia, sono limiti che non cancellano la qualità delle idee, la varietà dei livelli e l’attenzione riservata alla costruzione dell’avventura.
Windswept non vuole essere il nuovo Donkey Kong Country. Vuole ricordarci perché abbiamo amato così tanto quel modo di giocare, e riesce a farlo con una propria personalità.
Per chi conserva un posto speciale nel cuore per l’epoca del Super Nintendo, ma desidera anche un platform moderno capace di mettere alla prova esperienza e riflessi, è un titolo che merita assolutamente di essere preso in considerazione.
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