Il caso Sigfrido Ranucci non sembra destinato a chiudersi con la sola decisione di affidare “Report” a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi.
La vicenda è infatti pronta a spostarsi direttamente dentro il Consiglio di amministrazione della Rai, dove il dossier dovrebbe essere affrontato nella riunione del 17 settembre 2026. A spingere perché la questione venga discussa sono i consiglieri di opposizione, che chiedono chiarimenti ai vertici dell’azienda sulle ragioni che hanno portato alla sostituzione di Ranucci alla guida del programma di inchiesta.
E così quella che sembrava essere una semplice scelta editoriale rischia di diventare uno dei casi più delicati della nuova stagione Rai.
Ranucci fuori da “Report”: la decisione che ha fatto esplodere le polemiche
La Rai ha annunciato il 28 agosto che, dalla prossima stagione, “Report” sarà affidato a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, entrambi vincitori della selezione Rai per giornalisti professionisti.
Per Ranucci l’azienda ha invece previsto tre possibili alternative professionali, tra RaiNews, Tg3 e un incarico come corrispondente. Il giornalista ha però contestato formalmente la decisione attraverso i propri legali e ha fatto sapere di non voler accettare le proposte ricevute.
La questione, quindi, è tutt’altro che archiviata. Anzi, sembra appena iniziata la seconda stagione del “caso Report”.
Il passaggio in CdA del 17 settembre
Il prossimo appuntamento importante sarà dunque quello del 17 settembre, quando il Consiglio di amministrazione Rai dovrebbe affrontare la vicenda.
I consiglieri Alessandro Di Majo, Davide Di Pietro e Roberto Natale hanno chiesto chiarimenti sulla decisione presa dall’azienda e, in particolare, sulla possibile influenza che i rapporti tra Ranucci e Valter Lavitola avrebbero avuto sull’attività di “Report”.
Il punto centrale sarà quindi capire quali elementi abbiano portato la Rai a ritenere necessario il cambio alla guida del programma e se esistano effettivamente collegamenti tra le vicende personali e professionali finite al centro delle polemiche.
È importante sottolinearlo: non si tratta di un’accusa accertata nei confronti di Ranucci, ma di questioni che i consiglieri chiedono all’azienda di chiarire.
Chi è Valter Lavitola e perché il suo nome è entrato nel caso?
Il nome di Valter Lavitola è diventato centrale nelle ultime settimane.
L’imprenditore è detenuto nell’ambito dell’indagine sull’attentato contro Ranucci e l’udienza del Tribunale del Riesame di Roma sulla richiesta di scarcerazione è fissata per il 7 settembre 2026. Proprio il rapporto tra Ranucci e Lavitola è uno degli aspetti sui quali i consiglieri Rai chiedono ora maggiore chiarezza.
La domanda che finirà sul tavolo del CdA, in sostanza, è se questo rapporto abbia avuto oppure no conseguenze sull’attività editoriale di “Report”.
Ranucci non ci sta
Nel frattempo, Ranucci ha deciso di contestare formalmente la propria rimozione.
Il giornalista ha respinto la ricostruzione secondo cui avrebbe indirizzato Giulia Presutti verso Lavitola per motivi professionali. In un intervento pubblicato sui social ha spiegato di essere venuto successivamente a conoscenza di altri incontri della giornalista con l’imprenditore.
E la redazione di “Report”?
A rendere il quadro ancora più complicato c’è la reazione della redazione.
La scelta di sostituire Ranucci con Presutti e Piervincenzi ha provocato forti tensioni interne. Alcuni giornalisti storici della trasmissione hanno contestato la decisione dell’azienda, arrivando a ipotizzare dimissioni in blocco.
La Rai, dal canto suo, ha difeso la nuova conduzione sottolineando il percorso professionale dei due giornalisti e il loro ingresso attraverso la selezione aziendale. Il nuovo “Report”, dunque, partirà in una situazione tutt’altro che semplice.
Il 17 settembre potrebbe essere una data decisiva
Il prossimo CdA potrebbe rappresentare un passaggio importante per capire quale sarà il futuro della vicenda. Da una parte c’è la Rai, che ha già scelto la nuova conduzione e sostiene la propria decisione.
Dall’altra Ranucci, che ha annunciato battaglia e sta contestando formalmente la rimozione. Nel mezzo c’è una redazione che ha espresso forti perplessità e un caso giudiziario che continua a produrre conseguenze sul piano mediatico.
Insomma, il telecomando questa volta conta poco: la partita di “Report” si sposta direttamente in Viale Mazzini.
Il 17 settembre il CdA Rai dovrà quindi affrontare una domanda tutt’altro che semplice: perché è stato deciso di cambiare il volto di “Report” e quali elementi hanno portato a quella scelta?
La risposta dei vertici Rai potrebbe diventare il nuovo capitolo di una vicenda che, almeno per ora, è ancora lontana dai titoli di coda.
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