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Professoressa accoltellata a Roma, controlli sul cellulare del 13enne: si cercano eventuali istigatori

Professoressa accoltellata a Roma, controlli sul cellulare del 13enne: si cercano eventuali istigatori

Proseguono le indagini sull'aggressione alla professoressa di una scuola media di Centocelle. I Carabinieri stanno analizzando il cellulare del 13enne e quello della madre per ricostruire i contatti precedenti all'aggressione e verificare l'eventuale presenza di istigatori.

Proseguono le indagini sull’aggressione avvenuta venerdì 18 settembre nella scuola media Giovanni Verga di Centocelle, a Roma, dove un ragazzo di 13 anni ha aggredito la propria insegnante di lettere.

I Carabinieri stanno ora concentrando l’attenzione sui dispositivi elettronici. Sono stati esaminati il cellulare del ragazzo e quello della madre, procedendo anche alla copia forense dei dati, l’obiettivo è ricostruire i contatti avuti dal tredicenne prima dell’aggressione e verificare se qualcuno possa averlo spinto o istigato a compiere il gesto.

Gli investigatori analizzano il cellulare del 13enne

Una parte importante degli accertamenti riguarda ciò che sarebbe accaduto online nelle ore precedenti all’aggressione.

Gli investigatori analizzeranno anche un profilo social aperto dal ragazzo e seguito, secondo quanto riferito da ANSA, da appena quattro contatti. Prima di aggredire la docente, il tredicenne avrebbe inoltre avviato una diretta social. Le verifiche dovranno quindi chiarire se abbia agito completamente da solo o se nei suoi contatti possa emergere la presenza di qualcuno che lo abbia incoraggiato.

Al momento, però, l’eventuale presenza di istigatori è soltanto un’ipotesi investigativa: non risulta accertato che altre persone abbiano avuto un ruolo nell’aggressione.

Verifiche anche sul telefono della madre

Gli accertamenti riguardano anche il cellulare della madre. Sul dispositivo erano presenti le carte di credito utilizzate per acquistare i coltelli, elemento sul quale gli investigatori stanno cercando di fare chiarezza.

Secondo la ricostruzione emersa nelle ore successive all’accaduto, il ragazzo avrebbe pianificato l’azione nei giorni precedenti, procurandosi online le lame, un casco e una telecamera.

Il tredicenne sarebbe entrato a scuola con due coltelli nello zaino. Dopo aver spruzzato dello spray urticante contro l’insegnante, l’avrebbe colpita più volte al costato. A fermarlo è stato un altro studente, intervenuto prima che l’aggressione potesse proseguire.

La docente, Isabella Marsilio, 66 anni, è stata trasportata in ospedale e successivamente dimessa. Non è risultata in pericolo di vita.

Il 13enne resta ricoverato all’Umberto I

Il ragazzo, secondo l’aggiornamento diffuso da ANSA il 19 settembre, è ancora ricoverato al Policlinico Umberto I di Roma. I Carabinieri hanno già trasmesso una prima informativa alla Procura presso il Tribunale per i Minorenni.

Avendo 13 anni, non è imputabile penalmente, la vicenda passerà comunque attraverso la giustizia minorile e, secondo quanto riferito da ANSA, dovrebbe essere avviato il procedimento per valutare eventuali misure rieducative, che possono andare dall’affidamento ai servizi fino al collocamento in comunità.

Le parole della professoressa dopo l’aggressione

Nelle ore successive è stata proprio l’insegnante a pronunciare alcune delle parole più forti di questa vicenda.

Marsilio ha raccontato di aver avuto paura di morire durante l’aggressione, ma ha anche espresso dispiacere per non essere riuscita a comprendere prima la profondità del disagio del suo studente. Ha detto inoltre che vorrebbe incontrarlo e abbracciarlo.

Le indagini, intanto, proseguono soprattutto sul fronte digitale. Saranno gli accertamenti sui telefoni, sui profili social e sui contatti del tredicenne a dover chiarire cosa sia accaduto nei giorni precedenti e se dietro la pianificazione dell’aggressione ci fosse esclusivamente il ragazzo.

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